Così cantava il caro e buon vecchio Adriano.
Quelli erano gli anni sessanta (lo erano?), gli anni della revolución, gli anni delle donne che non si depilavano la passera nè le ascelle, gli anni di Penny.
Forse, se fossi nata per quei tempi, mi tirerei un pò meno menate.
Perchè la mia riflessione di oggi è questa: il sesso con una persona che ti piace molto ma sai che non rivedrai mai più può essere molto piacevole, ma la mattina dopo sicuramente la depressione divampa. Di certo, ancora più deprimente è fare sesso con una persona di cui non ti ricordi nemmeno la faccia. Ma oggi la cosa che mi urta di più è l'aver fatto sesso continuativo con uno che mi piaceva abbastanza e che dopo mesi di assenza ricompare fidanzato. Che palle. E peggio ancora, se ci può essere un peggio, è ritrovare lui (dopo un fugace e imbarazzante incontro in mezzo ai colleghi) a un'assemblea sindacale. Averlo davanti tutto il tempo ha fatto sorgere in me un pensiero impuro: tutta la gente la non si immaginava nemmeno, soprattutto data la totale indifferenza tra noi, che io e lui potessimo aver avuto qualcosa insieme!!!La ciliegina sulla torta è che a causa di questa cazzo di assemblea (in cui tra l'altro avevo il veto a parlare) mi ha costretto ad annullare il mio appuntamento per fare la ceretta, cosa che mi sta facendo molto avvicinare all'immagine iniziale della passera anni sessanta.
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