domenica 3 giugno 2007

Legge di Murphy: Se qualcosa può andar male, lo farà.

Non è che voglio tirarmi addosso la sfiga, anzi. E' che la legge di Murphy mi ha sempre fatto troppo ridere, perchè tante volte è vera.
Dunque, dopo il fattaccio e dopo le sue rivelazioni, prendo coraggio a 2 mani (ma si dice?) e decido di parlargli, per spiegargli che non voglio impegni. Terrorizzata, più che altro per via dell'amicizia che stava a monte.
Quindi, martedì sera aperitivo, fortunatamente in luogo neutro. Dopo un pò inizio a parlare, gli spiego che non mi va nessuna relazione, nemmeno con lui, soprattutto perchè, nonostante l'attrazione fisica, non provo quel sentimento che mi potrebbe far desiderare "una cosa seria". Mi dispiace, sono mortificata, non l'ho fatto per prenderti per il culo eccetera eccetera. Anche perchè, gli ho spiegato, obiettivamente mai mi sarei aspettata questo risvolto nella nostra amicizia. E, tra l'altro, probabilmente in un'altra situazione (cioè con un'altra persona) non ci avrei pensato due volte a sfruttarlo un pò e poi mandarlo in culo, ma con lui non lo voglio proprio fare.
Lui appare tranquillo, è contento della mia sincerità, mi riempie di complimenti (veramente troppi, tanto che Fury mi ha ribattezzata La dea dell'ammoooore) , non vuole che l'amicizia si rovini perchè con me si trova bene eccetera, vediamoci perchè ci tengo, tutto rimarrà come prima.
Ma chi vogliamo prendere in giro.
Io mi sono un pò presa in giro in effetti, anche perchè ci ho creduto.
Aspetta, perchè alla fine dell'aperitivo il suo commento è stato che se fosse ricapitata l'occasione, magari dopo una serata di divertimento, probabilmente ci avrebbe riprovato. In tutta risposta, premettendo e ripetendo che ero stata chiara sui miei sentimenti e sul fatto che non voglio legami, almeno con lui, gli ho detto che non sono sicura che sarei in grado di tirarmi indietro.
Parliamoci chiaro, una trombata me la sarei fatta più che volentieri, ma morta lì. Poi nella vita non si sa mai, ma ribadisco e sottolineo, ti ho detto che nonostante tutto non provo nessun sentimento se non una cosa fisica (che, detto tra noi, credo nasca dall'astinenza...), quindi chiuso il discorso no?!
No.
Dopo l'aperitivo è stato un continuo. Almeno due (o tre) telefonate al giorno. Una marea di messaggi, proprio lui che gli sms non li scrive mai. Inizialmente, devo dire che non ci ho fatto più di tanto caso, anzi ho pensato che lo facesse per dimostrarmi che era tranquillo. Invece, in una settimana è stato un crescendo, incluso autoinvito a cena (da amici ma con alcuni riferimenti "a noi"). Venerdì, l'apoteosi. Ora io dico, ti specifico chiaramente che non ho voglia di rotture di coglioni (per dirla in parole spicciole) e tu mi tartassi di telefonate, sms e inviti? Non hai proprio capito una parola allora! Comunque, venerdì invita nuovamente me e Fury a cena, ma noi avevamo già progettato una serata tra donne. Questa la dinamica: mi inviti a cena, ti dico di no. Me lo ripeti, ti ridico di no. Nel pomeriggio mi mandi un messaggio, sempre per la cena, e ti rispondo "Grazie ma stasera serata di donne", ma te insisti. Parte uno scambio di messaggi in cui più e più volte allude al vedersi e al dormire insieme. Ti dico di no, tra l'altro, ti faccio sapere, domani arrivano i miei in visita. Mi rispondi che ci sta che ci incontreremo in giro e la mia risposta, sfinita, è Si, è possibile che, per caso, ci si incroci. Il discorso sembra chiuso, ma quando esco dal lavoro mi chiami, mi dici cosa farete la sera, io ti dico che non so dove andremo (purtroppo i locali sono sempre quelli, ma giuro che ci sono andata sempre, da quest'inverno, e io lì non ce l'ho mai mai mai visto). Dopo mezz'ora dall'arrivo (nostro) nel nostro locale preferito, eccolo spuntare. E che cazzo. Ci defiliamo non nonchalance (?), ma ci segue. CI SEGUE! Sono stata tampinata! Ma via! Quando è arrivato, abbiamo fatto a finta di nulla, poi chiaramente abbiamo dovuto salutare, ma il fagiolino di Fury, con un tempismo perfetto, le fa sentire una leggera nausea e giramento di testa, quindi dobbiamo scappare all'esterno. La nostra serata prosegue in allegria, anche se ho ricevuto dei messaggi, compreso uno, alle 4.30, in cui mi informava che era arrivato a casa.
La mattina, un altro messaggio, a cui non rispondo. Una telefonata, a cui non rispondo. Poi un altro messaggio (indovina?).
All'ultimo, ore 20.00, proprio durante una litigata con i miei, un altro.
Io gli ho scritto Tutto ok. Ci sentiamo in settimana.
Da ieri a quell'ora, silenzio. Avrà capito?
Comunque, ho scoperto che essere chiari non serve proprio a niente!!!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

"La speranza"
Grandi piedi, grande pene. Secondo una credenza popolare la lunghezza dell'apparato sessuale maschile si poteva ipotizzare osservando la forma della lunghezza dei piedi. Niente di più falso. A sfatare questa comune leggenda tra il sesso maschile, sono due urologi inglesi : la lunghezza del pene non si misura a partire da quella dei piedi. «Non ci sono legami tra le due "variabili" - spiega Jyoti Shah, del St. Mary Hospital di Londra, dalle pagine del British Journal of Urology International - e non è possibile risalire alla lunghezza del pene guardando i piedi dell'uomo che si ha davanti». Numerosi studi in un recente passato avevano cercato di stabilire la veridicità di questa credenza popolare, basata su una "corrispondenza di centimetri". Per scrivere la parola fine su questa curiosa e annosa questione, i due urologi inglesi hanno effettuato personalmente la misurazione dei piedi e del pene di 104 uomini. Il risultato di questa ricerca ha tolto ogni dubbio: che non esiste nessun tipo di corrispondenza tra le due misurazioni, nessuna base scientifica. Ma i due ricercatori non si accontentano di aver fatto un po' di chiarezza e siccome le credenze popolari non si fermano all'associazione tra piedi e virilità, ma c'è anche la tesi che il pene sia proporzionabile anche la lunghezza delle dita, del palmo della mano o del naso, i due ricercatori vogliono proseguire nella loro opera di demolizione delle credenze popolari.

posted by "Ragazza in pena"

Sandy Boo ha detto...

Cara Ragazza in pena,
io sono propensa ad aiutare i due urologi inglesi nella loro ricerca per demolire le credenze popolari. Cercherò di contribuire alla ricerca come posso, più che posso.
Anche perchè fin'ora, per quanto mi riguarda, le credenze popolari hanno avuto la meglio!